21/09/2006 Anche Giorgetti se ne va
Valazzi: «Fermiano la fuga»
Il presidente ha un piano per il futuro dei giovani
(da Il Resto del Carlino di Davide Eusebi)
PESARO — Edoardo Giorgetti va a Roma, all'Amene.
Il campione della Pesaro nuoto ha scelto di lasciare la società che l'ha lanciato e tentare la carta della grande città.
Il presidente della Pesaro nuòto Carlomaria Valazzi ha tentato di trattenerlo, invano e spiega: «Le partenze di
Giorgetti, Cimadamore, Secchiaroli, oltre che di Magnini, meritano una lettura più complessa.
La prima è dalla parte del campione: è chiaro che un atleta cerca motivazioni maggiori in un ambiente con compagni foltissimi e di livello nazionale, dove possa esercitare anche spirito di emulazione.
E'altrettanto chiaro che qualcuno, lasciando Pesaro, pensa di migliorare approdando ad una delle squadre migliori d'Ita-
lia. Secondo fattore: la famiglia.
Essa gioca un ruolo determinante e spesso tende a favorire l'affermazione sportiva del proprio figlio con scelte diverse da Pesare.
In mezzo c'è la nostra società, in preda ad una frustrazione continua: seminiamo, investiamo in senso lato e poi al momento in cui piacerebbe avere i nostri campioni per vincere, per aumentare immagine e punteggi federali oltre che per far crescere tutto il movimento natatorio, li perdiamo.
E pensiamo ai tecnici che si vedono derubati dell'oggetto migliore che hanno creato».
Un suo giudizio come presidente federale?
«Come Federazione nuoto dico questo: sradicare i ragazzi in età giovane dal loro contesto è una bufala, non è corretto. Assistiamo a genitori che portano i figli a nuotare addirittura a tredici anni altrove.
Pensare di avere un campione a quell'età è un errore e anche i tecnici della Nazionale Castagnetti e Morini pensano che è giusto tenere i ragazzi nel proprio ambiente fino alla conclusione delle scuole superiori, gestendo bene studio e impe-
gno in piscina».
Ma con Giorgetti le avete proprio tentate tutte?
«Sì, la società si era organizzata anche per garantire a Giorgetti studio e lavoro a Pesaro e un rapporto diretto con la nazionale con stage a Verona, in accordo con il presidente della Federazione Barelli, che mira a rilanciare anche la periferia, la base».
Come evitare questa fuga di campioni da Pesaro?
«E' l'obiettivo su cui lavoriamo: far sì che la società sia fonte di attrattiva.
Bisogna fare sistema con le squadre vicine, con i tecnici, con gli impianti, con gli eventi, col territorio.
Tutte le associazio ni sportive periferiche devono iniziare a capire che bisogna lavorare in rete, coordinarsi nel lavoro sotto un controllo unico, in modo tale da garantirsi dei campioni: allora saranno loro a chiederci di rimanere, con una squadra di assoluto livello».
Quando dice strutture si riferisce all'esigenza di una nuova piscina olimpionica coperta?
«Esatto, con l'impianto del Parco della Pace aperto rischiamo' di passare tutti gli eventi avuti in questi anni a Riccione».
Esprima un desiderio.
«Sarebbe bello e penso anche utile per una grande azienda pesarese puntare su di noi e aiutarci a trattenere i
nostri campioni. Intanto bisogna dire grazie a chi ci aiuta, tra gli altri la Banca delle Marche».
E adesso?
«Puntiamo sui nostri giovani, ce ne sono diversi molto promettenti e ci daranno soddisfazione. Ma bisogna anche finire il progetto pallanuoto». ,
E cioè?
«Creare un unico polo, senza più squadre doppie e concludere l'unione con la Dmm di Pian del Bruscolo».